Asprinio di aversa: un bianco singolare

Asprinio di aversa: un bianco singolare

Il vitigno Asprinio, noto anche col nome di Ragusano, è diffuso principalmente in Campania, nel Casertano e nel Napoletano. Date le sue origini antiche è definito come un vitigno autoctono campano: sembra infatti che derivi da antichi vitigni selvatici addomesticati dagli Etruschi, detta l’alberata aversana.

La scelta di questo territorio dove coltivare l'asprinio è dovuta alla conformazione del terreno, di origine vulcanica riconducibile all'area flegrea, composta da tufo giallo e grigio, da lapilli, pozzolane e cenere, ricco di trachite e potassio. Questi elementi consentono di ottenere un vino che si presta ad essere spumantizzato.

L’Asprinio è un vitigno a piede franco, presente solo nell’agro aversano, che cresce attaccato, “maritato” ai pioppi ed ai gelsi raggiungendo altezze di 10/15 metri.

Per queste sue caratteristiche il momento della vendemmia è ancora oggi uno spettacolo che vede come protagonisti gli “uomini ragno” che in equilibrio su scale a pioli alte fino a quindici metri raccolgono le uve.

Il vino, che profuma appena, e quasi, di limone, si distingue da tutti gli altri vini bianchi perché al palato è di una secchezza totale, sostanziale, tale che, soprattutto nella sua versione spumantizzata, leggera e briosa, è uno dei pochi vini che “regge” l’abbinamento con la pizza e con la pizza fritta.

Luigi Veronelli rimase affascinato dall’Asprinio e disse: “Quando l’ho bevuto, mi sono emozionato. Ero in campagna da un contadino, dalle parti di Aversa, e quell’ Asprinio era eccezionalmente buono. Ben lavorato, fragile, elegante. Quello che mi fa rabbia è la consapevolezza di non poterlo ritrovare. L’Asprinio di Aversa sarebbe un vino splendido se venisse valorizzato“.

Un vino perfetto da bere freschissimo, in accompagnamento con i fritti in generale e con piatti ricchi di sapore!

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