Ruchè: il tesoro del Monferrato

Ruchè: il tesoro del Monferrato

La sua origine è misteriosa, ma la gente di Castagnole, il Ruchè, lo ha da sempre nel cuore e... nel "crutin"!

Questo vitigno autoctono è uno dei più rari tra quelli coltivati nel Monferrato astigiano ed in Piemonte più in generale, tanto che in passato, per le limitate produzioni, era il vino della festa, custodito gelosamente nei "crutin", antiche strutture ipogee scavate nel tufo arenaceo con una temperatura ed un'umidità costante durante tutto l'anno, che evitavano gli sbalzi termici tanto dannosi al vino.

Assaggia ora quello di Piergrancesco Gatto: i suoi profumi di rose rosse, violette, e fragoline di bosco, e il suo gusto vigoroso, con il suo tannino ruvido e il suo finale equilibrato, si faranno ricordare!

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  • Il Ruché del Monferrato DOCG di Pierfrancesco Gatto fa parte di una piccolissima denominazione nata da un vitigno autoctono la cui origine e la storia sono ancora avvolti nel mistero e quindi si possono fare solo delle supposizioni, ma la gente di Castagnole il Ruchè lo ha da sempre nel cuore e lo custodisce gelosamente nei "Crutin", cantine apogee scavate nella roccia tufacea. Questo vino colpisce per il bel colore rosso rubino con accentuate sfumature di porpora, e profumi fini di more e frutta sciroppata, e soddisfa il palato con un gusto morbido e vellutato, leggermente tannico. Ideale in abbinamento a formaggi saporiti di media e alta stagionatura e con i caratteristici piatti tipici piemontesi (finanziera, brasati, selvaggina), questo vino fa parte di una piccola denominazione quasi sconosciuta e che ha rischiato di scomparire: provalo adesso! Vai al vino...
    Abbinamenti: formaggi saporiti di media e alta stagionatura (Castelmagno, Raschera, Gorgonzola, Grana da tavola), agnolotti al sugo d'arrosto, finanziera, brasati, selvaggina

    In enoteca: 16,00 €

    su Vino.it: 13,90 €

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