Casale del Giglio: il nuovo possibile

Casale del Giglio: il nuovo possibile

L’impresa delle cantine Casale del giglio nasce dalla passione per il vino che la famiglia Santarelli coltiva da più di cento anni. Una storia piena di esperienza cominciata nel 1914 dai tre fratelli Emidio, Isodoro e Antonio che partendo dalle impervie zone di Amatrice nel basso Lazio conquistano Roma aprendo numerose enoteche di grande prestigio.

Dal coraggio di quegli uomini forti come gli altopiani del Gran Sasso, figli di generazioni che oggi come allora non cedono mai il passo alle più dure difficoltà, discende la caparbietà di Dino Santarelli che nel 1967 vuole essere non più solo commerciante ma innanzitutto produttore di vini di grande lignaggio.

Sceglie le pianure dell’Agro Pontino dove il suo gigante, il Circeo, guarda e sogna il mare. Mai scelta fu più ardita! L’Agro Pontino era in quegli anni terra vergine per i viticoltori, una carta bianca su cui scrivere una nuova storia del vino! Il primo capitolo comincia con la nascita della cantina Casale del Giglio, una superba tenuta che si nutre di memorie antiche come il santuario romano Mater Matuta che darà il nome a una delle bottiglie più prestigiose.

Il sogno diventa realtà soprattutto quando Antonio Santarelli, figlio di Dino, chiama il prestigioso enologo trentino Paolo Tiefenthaler che, affiancato da ricercatori universitari, da il via a una impresa di vinificazione improntata alla sperimentazione più audace. Sono più di 60 i vitigni sperimentali introdotti che danno origine a vini bianchi, rossi e rosati in purezza o di assemblaggio di così grande ricercatezza da raggiungere prestigiosi riconoscimenti nazionali internazionali.

Vengono per la prima volta introdotti vitigni insoliti che hanno dato alla luce vini bianchi di eccellenza come il Tempranijo, premiato nel 2016 della medaglia d’oro IGT da Mundus Vini il Petit Manseng, medaglia d’argento 2017 del Decanter world wine awards, o lo Chardonnay, una assoluta novità per le pianure dell’Agropontino ma che l’esperienza della cantina ha saputo adattare esaltandone i suoi caratteri più esotici.

Ma lo sguardo all’altrove non dimentica la tradizione: nello stesso tempo infatti Casale del Giglio ha voluto rendere omaggio alla sua terra riscoprendo vitigni autoctoni quasi scomparsi come il Bellone che ha dato vita all’Anthium bottiglia di fama mondiale aggiudicandosi quest’anno la medaglia d’argento della Sélection mondialiales des vins in Canada.

Di straordinaria eleganza sono anche i vini rossi in in purezza che riescono a valorizzare più di ogni altro le caratteristiche delle uve da cui nascono, come le note speziate dello Shiraz, l'intensità del Merlot o la complessità del Cabernet Sauvignon.

Prova i vini di Casale del Giglio, sono stati giudicati i migliori vini per rapporto qualità-prezzo dai nostri clienti!

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