Franciacorta DOCG

Franciacorta DOCG

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18 vini

per pagina

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Storia e caratteristiche del Franciacorta

Il toponimo Fanciacorta: può riferirsi a una terra, a un vino, o ancora a un metodo produttivo. Il lemma Franciacorta deriva dal latino “francae curtes”: in epoca medievale, infatti, la zona era una “corte franca”, esentata dal pagamento del dazio. In cambio, i suoi abitanti si occupavano della manutenzione e della sicurezza della strada che collegava Iseo, sul lago omonimo, a Brescia; era quello l’itinerario lungo il quale merci pregiate, arrivate con imbarcazioni dall’alto lago, raggiungevano la città. L’area della Franciacorta si estende per 250 chilometri quadrati e comprende 19 comuni tra Rodengo Saiano e le torbiere del sebino. Gli ettari vitati sono 2900 coltivati per l’80% a Chardonnay e per il restante 20% a Pinot Nero e Pinot Bianco.

In Franciacorta la viticoltura è praticata sin dall’anno 1000: il suolo morenico, poco fertile e molto drenante, l’azione mitigatrice del lago d’Iseo e le correnti fresche della Valle Camonica assicurano alla vigna le condizioni ideali.

La natura e l’uomo hanno plasmato nei secoli il territorio della Franciacorta; la vocazione umana ha permesso la nascita di un fenomeno enologico consacrato dal disciplinare produttivo del Metodo Classico più severo al mondo.

Il vino Franciacorta è uno dei più famosi spumanti metodo classico in Italia insieme al Trento DOC. La zona di produzione comprende l’anfiteatro naturale che circonda il lago d’Iseo, in provincia di Brescia nei pressi del fiume Oglio, dove le condizioni per la maturazione dei vitigni Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco sono uniche al mondo, grazie al clima mite garantito dal lago e alle correnti fresche della vicina Valle Camonica. Le uve Chardonnay e Pinot Nero sono alla base di questi spumanti, ma è possibile utilizzare anche Pinot Bianco fino ad un massimo del 50% per il vino base che sarà rifermentato in bottiglia.

Dalla vendemmia 2017, a seguito della recente modifica del disciplinare di produzione (D.M. 14/07/2017), è stato ufficialmente introdotto il vitigno autoctono Erbamat, un vecchio vitigno a bacca bianca originario della provincia di Brescia.

Ma come nasce questo vino spumante? Le uve raccolte a mano sono sottoposte a pressatura soffice a grappolo intero, e dopo la fermentazione del mosto fiore, il vino è selezionato per la cuvée con vini di altre annate, o utilizzando almeno l’85% di una sola annata nel caso del millesimato.

A questo punto c’è la fase più importante del metodo classico o champenois cioè la rifermentazione in bottiglia, testata per la prima volta in Italia dall'enologo Franco Ziliani di Berlucchi. Gli addetti dispongono le bottiglie sulla rastrelliera detta “pupitre” usata per gli Champagne (inventata dall'intraprendente Veuve Clicquot) dove il vino riposa sui lieviti selezionati, e i residui si spostano verso il collo della bottiglia. Il periodo minimo di riposo deve essere di 18 mesi per il Franciacorta base, 24 mesi per il Franciacorta Rosé e per il Franciacorta Satèn (ottenuto solo da Chardonnay e Pinot Bianco), e 60 mesi per il Franciacorta Riserva. Successivamente si procede alla sboccatura e si aggiunge il “liqueur de dosage” che determina il grado di zuccheri in questo spumante. A questo punto può essere immesso al consumo, dopo essere stato imbottigliato con il tappo a fungo e la gabbietta.

In base alla quantità di zucchero ci sono spumanti molto secchi come il Non Dosato o Dosaggio Zero (zucchero fino a 3 g/l, residuo naturale del vino) e l’Extra Brut (zucchero fino a 6 g/l). Ci sono poi spumanti più morbidi e versatili come il Franciacorta DOCG Brut (zucchero inferiore a 12 g/l) e l’Extra Dry (zucchero 12-17 g/l), che è morbido e setoso ed è indicato per una grande varietà di cibi. Esistono infine il Sec o Dry (zucchero 17-32 g/l), meno secco e leggermente abboccato e il Demi-Sec (zucchero 33-50 g/l), dal sapore abboccato dovuto al dosaggio zuccherino piuttosto elevato e che si abbina bene con i dolci.


Curiosità e abbinamenti

Il Franciacorta è uno dei vini italiani più indicati per un aperitivo elegante, grazie al suo colore giallo paglierino con possibili riflessi dorati, e al suo gusto fruttato secco. Dal punto di vista degli abbinamenti è ottimo a tutto pasto, per accompagnare fritture, sformati di verdure con fondute di formaggio, antipasti, primi con ragù di carne bianca.

Questo spumante è eccellente con tutti i piatti a base di pesce, dalle insalate di mare al sushi, dai primi con sughi con molluschi e crostacei fino ai pesci al cartoccio o alla griglia. E se non avete voglia di cucinare e non sapete cosa abbinare, la scelta è semplice e il piacere assicurato, con mortadella a cubetti e parmigiano reggiano.

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