Barbaresco

Barbaresco

Se anche voi siete affascinati da questo nobile figlio del Nebbiolo, siete nella sezione giusta della nostra enoteca online.

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Lasciatevi tentare dai 10 che non potete non avere in cantina!

8 vini

per pagina

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Storia e metodo di produzione del vino Barbaresco.

Le sue origini non sono chiare: secondo alcuni si tratta del mitico vino di Barbaritium, che avrebbe attirato i Galli in Italia, altri sostengono che il suo nome deriva dai popoli barbari che causarono la caduta dell’Impero romano.

Questo vino nacque nella seconda metà dell’Ottocento, nei comuni di Barbaresco e Neive e Treiso, quando Cavour, la Marchesa Falletti ed i Savoia decretarono la nascita del Barolo nelle colline dall’altra parte del comune di Alba. Insieme al Barolo, esso diventò nel 1966 il primo vino doc e poi nel 1980 ottenne la denominazione di origine controllata e garantita.

Ma allora qual è la differenza tra vino Barolo e vino Barbaresco? Entrambi nascono dalle uve Nebbiolo in purezza nella stessa zona di produzione, situata nelle colline d’Alba in provincia di Cuneo dove le estati calde e gli inverni nebbiosi sono perfetti per il Nebbiolo.

Il periodo di invecchiamento minimo obbligatorio previsto dal disciplinare per il Barbaresco DOCG è di 26 mesi (cioè almeno due anni) di cui uno in legno di rovere, e quattro anni se si tratta del Barbaresco come vino riserva (il secondo rispetto al primo è più longevo e complesso). Ecco perché questo rosso può essere affinato in cantina per 5-10 anni (contro i 30 anni di Barolo e Brunello di Montalcino).

Inoltre, rispetto al Barolo, ha un colore più brillante e intenso. Al naso questo vino rosso ha profumi più fruttati di lampone e frutti rossi, note speziate di pepe verde e cannella, e golose di anice e vaniglia. Meno pronunciati rispetto al Barolo invece i profumi floreali del vitigno Nebbiolo, tipicamente rosa e viola.

In etichetta è possibile aggiungere menzioni geografiche aggiuntive per precisare il vigneto da cui viene prodotto, e se nel Barolo ci sono Bricco Boschis e Liste, qui spiccano punte di diamante come il Barbaresco Spinetta Starderi e lo Spinetta Valeirano.


Barbaresco: curiosità e abbinamenti.

Proprio come è accaduto sulle colline di fronte dopo i Barolo Boys, anche qui tra i produttori di questo rosso ci sono due stili: tradizionale e internazionale (con affinamento in legno con botti grandi per il primo e in barrique per il secondo). Due esempi eccellenti quello di Produttori di Barbaresco per lo stile tradizionale e i vini superpremiati di La Spinetta per lo stile moderno.

Questo vino ha una struttura ampia e tannini più morbidi rispetto al Barolo, è perfetto per chi si accosta per la prima volta al Nebbiolo ed è versatile negli abbinamenti con la cucina piemontese in genere e non solo. Questo vino infatti si accosta bene con arrosti e brasati, che devono esser preferibilmente di carni rosse, ma anche con pollame come faraona al forno, e formaggi di media stagionatura.

Eccellente poi con i piatti al ragù di carne o con gli intingoli di selvaggina.

È senza dubbio il vino perfetto da bere in autunno, in abbinamento con piatti impreziositi da tartufo come tagliatelle ai funghi porcini con scaglie di tartufo, uovo al tartufo, funghi porcini alla griglia.

Scegliete adesso il vostro preferito!