Borgogno: Barolo dal 1861

Borgogno: Barolo dal 1861

L'Italia è fatta di grandi vini, e alcuni di questi hanno fatto la storia, come il Barolo Borgogno, voluto da Camillo Benso Conte di Cavour a Torino, nel cuore dell'attuale Piemonte per il brindisi ufficiale all'Unità d'Italia nel 1861.

Nei vini della cantina Borgogno si riscoprono i più antichi segreti della tradizione vinicola che hanno reso le Langhe del Piemonte uno dei luoghi più vocati al vino. La storia della cantina comincia più di 250 anni fa quando Bartolomeo Borgogno fonda la sua cantina nel 1761 affermandosi tra i migliori produttori di Barolo. L’amore con cui cura i suoi vigneti assicura fin dal principio un grande successo tant’è che il Barolo Borgogno nel 1861 troneggia in uno dei pranzi più illustri della storia d’Italia, quello in cui si celebra l’Unità della nazione. Da quel momento i vini della cantina diventano ricercatissimi conquistandosi i palati più nobili come quello dello Zar Nicola II Romanov, che potè apprezzarli una volta in visita al castello Racconigi.

La cantina Borgogno conquista i mercati internazionali nel 1920 quando assume la direzione della Cantina Cesare Borgogno che, con grande acume imprenditoriale, raggiunge i migliori mercati d’Europa, Argentina e degli Stati Uniti. Con Cesare nasce il Barolo Riserva, invecchiato in cantina per vent’anni.

Nel 2008 l’azienda viene acquistata da Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, catene di negozi gourmet grazie a cui l’eccellenze gastronomiche italiane possono raggiungere le tavole di tutto il mondo. Con la stessa passione per la qualità e la tradizione, Farinetti ha deciso di ereditare le cantine cercando di conservare intatta la gloria costruita nel tempo. L’unico cambiamento? Il convertirsi al biologico, scelta che esprime l’affezione e il rispetto di quel tesoro preziosissimo che sono le colline delle Langhe piemontesi. I 31 nettari di vigneti che convivono con il bosco vengono coltivati con concimi organici generando vini rossi e bianchi di grande equilibrio. Più della metà della tenuta è coltivata a Nebbiolo mentre la restante parte offre il suo spazio alla crescita di Barbera, Freisa e Dolcetto, non escludendo anche uve a bacca bianca come il Riesling e Timorasso.

Le uve raccolte vengono lavorate in cantina nel pieno rispetto della tradizione: lunghi tempi di fermentazione, frollatua e rimontaggio manuale. Ma il segreto più prezioso che restituisce l’eccellenza dei vini Borgogno è il lungo affinamento nelle botti in rovere di Slavonia e, per i vini delle migliori annate, un invecchiamento di 20 anni.

Sceglilo per le occasioni speciali, fai felice un intenditore con i Barolo della "Collezione Barolo" o fai scorta di vini piemontesi come Dolcetto e Barbera.

E se vuoi un'idea originale per un regalo: dona il Non-Barolo NO NAME ai tuoi amici più anticonformisti e il Barolo Chinato a chi ha la passione per il cioccolato.

12 vini

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